
Pisa non è Firenze. E proprio per questo, per molti investitori, è più interessante.
Nel 2026 il mercato immobiliare pisano continua a muoversi in modo solido, senza picchi isterici ma con fondamentali chiari: domanda reale, prezzi ancora accessibili e più di una leva di rendimento se l’immobile viene scelto e gestito con criterio.
La domanda giusta non è “conviene investire a Pisa?”.
La domanda giusta è: per chi conviene e in quali zone.
Nel primo semestre 2025 Pisa ha mostrato segnali concreti di crescita:
Il mercato si sta muovendo in linea con la ripresa nazionale, ma con una particolarità: gli immobili in classe energetica A e B stanno registrando aumenti di valore fino al 15%, mentre quelli più datati restano stabili. Questo crea una forbice interessante per chi investe in ottica di riqualificazione.
Le previsioni per il 2026 parlano di una crescita del fatturato immobiliare intorno all’8%, sostenuta anche da:
Gli affitti, nel frattempo, crescono di circa il 6% annuo. Non per moda, ma per domanda strutturale.
Nel 2025 Pisa ha visto un vero boom degli affitti brevi:
Centro storico, litorale e zona Cisanello sono le aree più coinvolte. Il potenziale di rendimento c’è, soprattutto in immobili ben posizionati, dove il ROI può arrivare tra il 4% e il 7% se la gestione è fatta in modo professionale.
Detto questo, ignorare il tema saturazione sarebbe ingenuo. Più offerta significa:
Chi entra oggi sugli affitti brevi a Pisa deve farlo con una strategia chiara, non copiando quello che funzionava tre anni fa.
Pisa resta una città universitaria vera, non di facciata. Studenti, specializzandi, personale sanitario e ricercatori garantiscono una domanda costante, meno volatile rispetto al turismo.
Le zone universitarie e semi-centrali offrono spesso il miglior equilibrio tra:
In particolare, quartieri meno “instagrammabili” ma ben collegati continuano a performare meglio di quanto molti investitori si aspettino.
Indicativamente, i valori di mercato mostrano questo scenario:
Nel 2026, più che mai, vince chi compra bene, non chi compra centrale a tutti i costi.
A Pisa, come in altre città toscane, si iniziano a sentire:
Chi investe oggi deve considerare anche:
Gli investimenti “green” e le ristrutturazioni ben progettate restano quelli con il miglior rapporto rischio-rendimento, anche grazie agli incentivi previsti nella manovra 2026 e ai fondi PNRR destinati all’area pisana.
Sì, ma non alla cieca.
Pisa è una città che premia:
Non è il posto giusto per chi cerca rendimenti miracolosi senza impegno. È invece molto interessante per chi vuole costruire un investimento solido, scalabile e difendibile nel tempo.
Qui entra in gioco Eweka.
Investire a Pisa non significa solo scegliere se fare affitti brevi o lunghi, ma capire:
Eweka affianca i proprietari in tutto il processo: analisi, strategia, gestione operativa. L’obiettivo non è massimizzare l’incasso teorico, ma ottimizzare il rendimento reale, riducendo errori, improvvisazioni e sorprese normative.
Nel 2026, a Pisa, non vince chi corre di più.
Vince chi è strutturato meglio.
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