
Arredare un immobile destinato agli affitti brevi non è una questione di gusto personale. È una scelta strategica che incide direttamente su recensioni, tasso di occupazione e redditività. In Toscana, dove la concorrenza è alta e l’ospite è sempre più esigente, improvvisare significa lasciare soldi sul tavolo.
L’obiettivo non è stupire. È convincere l’ospite a prenotare, farlo stare bene e spingerlo a recensire positivamente. Tutto il resto è contorno.
Un immobile per affitti brevi vive una vita intensa. Ospiti che entrano ed escono, valigie, bambini, pulizie frequenti.
Per questo l’arredo deve rispondere a tre criteri non negoziabili:
Meglio una qualità media ben scelta che un arredo “da rivista” che si rovina in sei mesi. Divani in microfibra o materiali lavabili, tende facilmente smontabili, superfici chiare che trasmettono ordine e pulizia anche quando lo spazio non è enorme.
I colori? Bianco, beige, grigio. Funzionano sempre, allargano visivamente gli ambienti e non stancano. Poi si può giocare con dettagli coerenti con la location: richiami naturali, materiali semplici, qualche tocco locale. In Toscana paga più l’autenticità che l’effetto wow artificiale.
La cucina è uno degli elementi più osservati nelle recensioni. Non serve strafare, serve non deludere.
Dotazioni minime ma complete:
Il soggiorno, invece, è lo spazio della permanenza. Qui il comfort conta:
Un tavolino multifunzione, qualche cuscino, luci LED ben posizionate. Tutto semplice, tutto pensato per durare.
Se l’ospite dorme male o trova un bagno scomodo, la recensione negativa è già scritta.
In camera:
Sempre più richiesto anche un piccolo angolo lavoro, soprattutto in città d’arte e zone turistiche frequentate tutto l’anno. Una scrivania pieghevole risolve senza sacrificare spazio.
Nel bagno:
Una pianta o un dettaglio verde funziona, purché non richieda manutenzione continua.
Per un monolocale o bilocale destinato agli affitti brevi, un budget iniziale tra 5.000 e 10.000 euro è spesso sufficiente per partire bene.
La strategia corretta è:
Meglio partire funzionali che perfetti.
Ce ne sono alcuni che vediamo continuamente:
In Toscana, ad esempio, è fondamentale rispettare gli standard richiesti per gli affitti brevi, incluso l’adeguamento a obblighi come il CIN e altri requisiti operativi. L’arredo deve essere coerente anche con questi aspetti, non solo bello in foto.
Arredare bene un immobile è solo una parte del lavoro. La vera differenza la fa l’integrazione tra strategia, gestione e operatività.
Eweka affianca i proprietari non solo nella scelta degli arredi, ma nella definizione di un progetto complessivo: dal posizionamento dell’immobile sul mercato, alla gestione quotidiana, fino all’ottimizzazione della redditività nel tempo.
Meno improvvisazione, meno errori costosi, più controllo sul risultato.
Se stai valutando come rendere davvero profittevole il tuo immobile in Toscana, partire dall’arredo giusto è essenziale. Farlo con una strategia alle spalle lo è ancora di più.
Eweka nasce proprio per questo: semplificare la vita ai proprietari e valorizzare ogni immobile come un investimento, non come un problema da gestire nel tempo.
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