
Il mercato immobiliare di Firenze continua a mostrare una tenuta rara per una città italiana di medie dimensioni. Nonostante prezzi al metro quadro ancora elevati e un contesto normativo sempre più articolato, la domanda di immobili in locazione rimane solida. Nel 2026 il canone medio residenziale sfiora i 22,9 euro al metro quadro, un livello che conferma la forte attrattività della città per residenti, studenti e lavoratori in transito.
Per gli investitori questo significa una cosa semplice: l’acquisto richiede capitale, ma un immobile scelto con competenza è in grado di generare rendimenti concreti nel medio periodo.
Il nodo vero: quale modello di gestione conviene oggi
A cambiare negli ultimi mesi non è stata tanto la domanda quanto il quadro regolatorio. Gli affitti brevi, per anni presentati come la strada più remunerativa, sono stati profondamente ridimensionati dal nuovo regolamento comunale entrato in vigore a fine maggio 2026. Le nuove norme impongono una superficie minima di 28 metri quadrati, standard edilizi e di sicurezza più stringenti, iscrizione obbligatoria in un registro e una autorizzazione di cinque anni.
A questo si aggiunge il blocco quasi totale nel centro storico e nell’area UNESCO, cioè nelle zone che hanno trainato il boom turistico degli anni passati.
Il risultato è chiaro: non si entra più nel mercato degli affitti brevi senza un percorso autorizzativo impegnativo. Permessi, adeguamenti, compliance, documentazione e una probabilità non trascurabile di vedersi respingere la domanda. I primi mesi hanno già registrato tassi di diniego elevati.
Ritorno alla stabilità: la rivincita delle locazioni lunghe e transitorie
In questo contesto molti investitori stanno tornando a considerare la locazione lunga come il modello più equilibrato. È meno spettacolare, meno adatta ai racconti “da social”, ma oggi rappresenta la soluzione con il miglior rapporto tra domanda, stabilità e rischio operativo.
La città ha una domanda strutturale enorme: studenti italiani e internazionali, personale sanitario in mobilità, lavoratori trasferiti, docenti universitari, expat di lungo periodo. Questo genera un bacino di potenziali inquilini ampio e diversificato, spesso stabile e con esigenze chiare.
Ma non va idealizzata. Le locazioni tradizionali richiedono selezione accurata, continuità di controllo e capacità di prevenzione. Il rischio di morosità è reale e, con canoni così alti, può compromettere seriamente la redditività dell’investimento. Non è un fenomeno marginale e va gestito con metodo, non con improvvisazione.
Perché la gestione professionale è diventata una leva strategica
La differenza oggi non la fa il tipo di contratto, ma la qualità della gestione. Un property manager strutturato non si limita a trovare un inquilino. Lavora su processi, controlli e numeri:
In un quadro normativo che penalizza l’improvvisazione negli affitti brevi e richiede rigore nelle locazioni lunghe, affidarsi a professionisti non è più un “plus”. È ciò che permette all’investimento di funzionare davvero.
Consulenza integrata: la scelta dell’immobile fa il 70% del risultato
Il modo migliore per ridurre il rischio non è “gestire bene dopo”, ma scegliere bene prima. Chi conosce il territorio sa individuare zone ad alta domanda, facilmente governabili e con un profilo di rischio coerente.
Un consulente strutturato accompagna l’investitore fin dalla fase di analisi e acquisto, aiutandolo a evitare immobili inadatti o location dove la redditività attesa non è sostenibile. È qui che si gioca la parte più rilevante del rendimento.
Gestione operativa: meno imprevisti, meno costi, più stabilità
Un immobile affidato a gestione professionale tende a generare un reddito più regolare perché riduce fisiologicamente gli imprevisti:
meno periodi sfitti
meno errori formali e burocratici
maggiore controllo sulle performance
migliore rapporto con gli inquilini
processi chiari di intervento su guasti, ritardi e criticità
Questo trasforma l’immobile in un asset stabile, non in un’attività quotidiana da monitorare.
Conclusione
Investire a Firenze conviene ancora, ma non a chi si muove d’impulso. Conviene a chi sa leggere il quadro normativo, a chi ragiona sul medio periodo, a chi sceglie l’immobile con metodo e a chi delega la gestione a professionisti in grado di tutelare rendimento e tranquillità.
Come Eweka supporta l’investitore dall’inizio alla fine
Per chi cerca un partner capace di seguire l’intero ciclo dell’investimento, dalla scelta dell’immobile fino alla gestione quotidiana, Eweka offre un modello operativo pensato esattamente per questo.
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